martedì 22 gennaio 2008

VADO LIGURE : Si a Ciminiere ma NO al Porto

RICEVO ED APPROVO !

Vado: a fondo?
Così, in nome della democrazia, un’altra frittata è stata fatta.
Io non so se la famosa piattaforma sarebbe una cosa complessivamente buona per Vado, oppure no.
So tuttavia che decisioni di questo tipo non possono essere ribaltate direttamente sulle spalle del Popolo, che è – sì – sovrano, ma di solito è poco informato sulle questioni tecniche, difficilmente è in grado di comprendere un progetto sulla carta, ma soprattutto ha da badare ai fatti personali, mentre sulle faccende di interesse generale si lascia facilmente influenzare – vuoi per incapacità di comprendere, vuoi per distrazione - da qualunque capo-popolo che sappia “vendere” bene le proprie “verità”.
Questa è la ragione per cui, in democrazia, il Popolo delega agli Amministratori i propri poteri decisionali, per un tempo definito, sapendo che questo meccanismo non può essere sostituito dall’assemblearismo permanente.
Chi viene eletto, ha il dovere di governare, prendendo spesso decisioni difficili ed impopolari, ma che – se ben valutate e prese con onestà – dovrebbero garantire il migliore risultato in termini di costi e benefici per la Collettività.
A fine mandato, in teoria, chi ha preso decisioni scellerate, dovrebbe essere allontanato, mentre chi ha ben operato dovrebbe essere riconfermato.
Questa è la regola democratica fondamentale, che l’uso improprio dell’istituto del referendum, rende vana, poiché introduce variabili impazzite nella gestione della Cosa Pubblica.
L’istituto del referendum dovrebbe servire a confortare ed indirizzare i governanti tenendo conto del “sentire” popolare, per le materie di carattere fondamentale, in cui siano in gioco valori morali o scelte politiche di livello tale da non potersi considerare comprese nel mandato ricevuto dagli Elettori (p. es. fusione di due comuni, adesione ad una provincia diversa, ecc.). Non è certo il caso delle scelte di tipo urbanistico o dello sviluppo industriale e commerciale di una Città.
Pertanto credo che la giunta vadese dovrebbe dimettersi, non per aver “perso” il referendum, bensì per il fatto stesso di averlo indetto, abdicando in tale modo alle proprie funzioni: è infatti come se avesse deciso di anticipare la scadenza del proprio mandato, per incapacità di decidere in nome e per conto dei propri amministrati.

Stella, 22 gennaio 2008. Emilio Barlocco